Dottore Emilio Italiano

Specialista Urologo Andrologo, consulente sessuologo

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Eiaculazione precoce

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Eiaculazione precoce
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L'eiaculazione precoce (EP) è una condizone medica (e non soltanto psicologica) ed è la disfunzione sessuale più diffusa nell'uomo. Colpisce infatti il 20% degli uomini adulti tra 18 e 70 anni di età, secondo quanto emerge da una recente indagine internazionale effettuata su oltre 12.000 soggetti di sesso maschile. Una condizione medica spesso trascurata (o taciuta) e, dunque, non diagnosticata, sebbene sia causa di frustrazione in entrambi i partner e abbia un forte impatto negativo sulla relazione di coppia. Oggi, i progressi più recenti nella conoscenza dei meccanismi che sono alla base dell’eiaculazione precoce hanno però aperto nuove possibilità di diagnosi e, soprattutto, di trattamento di questo importante disturbo.

coppia_ep_2 Eppure se ne parla po­co, specialmente negli studi medi­ci, ma se ne soffre molto, come di­mostrano i dati sulla qualità di vita delle coppie che vivono questo di­sagio. Sarebbe quindi opportuno, anzitutto, chiarire di cosa parliamo. L’eiaculazione si definisce precoce quando si verifica subito dopo la penetrazione in vagina (in alcuni ca­si avviene addirittura prima!), quan­do il paziente non riesce a esercita­re alcuna forma di controllo volon­tario nel ritardare l’arrivo dell’orga­smo e quando tutto ciò determina disagio e malessere psicologico nel­l’individuo che ne soffre e nella partner.
La rilevanza sociale di questa disfun­zione è giustificata dal profondo im­patto psicologico che ad essa si ac­compagna. L’eiaculatore precoce vi­ve infatti una condizione di estrema insicurezza nell’attività sessuale, vive l’angoscia legata all’incapacità di controllarsi, e soprattutto è oppresso dal senso di colpa nei confronti della compagna. In una parola, vede svanire la propria autostima. Anche la partner del paziente vive, da par­te sua, un profondo disagio, legato all'impossibilità di raggiungere ade­guati livelli di soddisfazione nel rap­porto, ma soprattutto alla delusione di sentirsi esclusa dalle sinergie della coppia. Non è raro che questa mi­scela di frustrazione e colpevolizza­zione conduca a un progressivo de­terioramento della relazione di coppia. Per tali ragioni l’eiaculazione precoce ha assunto i contorni di u­na patologia di grande rilievo socia­le, in grado di compromettere seria­mente il benessere psicologico del­l’uomo che vive il problema e della sua compagna. Parlarne con il medi­co può consentire oggi, alla luce delle nuove possibilità terapeutiche, di trovare soluzioni efficaci e restituire salute alla vita di coppia.

Le cause della disfunzione
L’eiaculazione precoce è general­mente classificata in due distinte ca­tegorie, la forma primaria e quella secondaria. Si definisce “primaria” la disfunzione presente da sempre, quella che si manifesta fin dalla pri­ma esperienza sessuale. A differen­za quindi della disfunzione erettile, che diviene sempre più frequente con il passare degli anni, l’eiaculazio­ne precoce primaria non risparmia i soggetti giovani e colpisce senza di­stinzioni gli uomini di tutte le età.


Riguardo le cause che la provoca­no, la ricerca clinica ha sfatato un vecchio pregiudizio, che vedeva nel­l’eiaculazione precoce primaria una manifestazione di ansia ed eccessi­va tensione emotiva durante il rap­porto sessuale, individuandone così una causa psicologica. Oggi sap­piamo invece che l’eiaculazione pre­coce primaria è spesso una patologia organica, legata a una specifica condi­zione del sistema nervoso centrale. Il soggetto, che soffre di uno scarso controllo sull’insorgere del riflesso orgasmico, presenta in realtà una debole attività di un trasmettitore, la serotonina, all’interno delle vie nervose che veicolano tale riflesso. La serotonina è il mediatore del controllo eiaculatorio e una sua ca­rente attività lascia “senza freni” i tempi dell’amore.
Si definisce invece “secondaria” l’eia­culazione precoce che insorge in soggetti che non ne avevano soffer­to prima ed è generalmente conse­guenza di condizioni patologiche acquisite, come le infiammazioni dei genitali esterni e della prostata, pa­tologie endocrine come l’ipertiroi­dismo, condizioni anatomiche co­me il frenulo breve, o condizioni psicologiche quale l’ansia da pre­stazione. Anche una disfunzione e­rettile al suo esordio può presentar­si come eiaculazione precoce: il paziente che teme di perdere l'erezione cerca di "accellerare" il movimento e di arrivare alla fine per mascherare la sua difficoltà erettiva. In tal caso è il counselling sessuologicoe che esegue l'andrologo a "rimodulare" il problema, definirlo chiaramente ed operare le scelte terapeutiche corrette.

Fisiologia e possibilità diagnostiche
Il processo dell’eiaculazione è sotto il controllo del sistema nervoso centrale. Alla base dell’Eiaculazione Precoce agiscono meccanismi neurobiologici mediati da diversi neurotrasmettitori con specifiche competenze. Tra questi, la serotonina è in grado di controllare l’eiaculazione e la risposta sessuale maschile: un aumento dei livelli di serotonina a livello del sistema nervoso centrale svolge un’azione inibitoria sull’eiaculazione, ritardandola. Di contro, l’eiaculazione precoce è associata a una ridotta concentrazione di serotonina. Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), che sono approvati per il trattamento della depressione, aumentano i livelli di concentrazione di serotonina e sono notoriamente associati a un ritardo dell’eiaculazione. Sulla base di questa osservazione, questi farmaci sono stati utilizzati nel trattamento dell’EP “fuori indicazione”.
Oggi tale comportamento non potrebbe che dare luogo a denunce sotto un profilo squisitamente medico-legale in quanto è stato approvato, sia a livello europeo che italiano, il primo farmaco che ha nella sua indicazione il trattamento dell'eiaculazione precoce. Il nome della molecola è la Dapoxetina appartenente alla classe terapeutica “Altri urologici”.
Il nuovo farmaco è una compres­sa di colore grigio e va assunta da una a tre ore prima del rapporto sessuale. Il suo meccanismo di a­zione si basa sulla capacità della molecola di incrementare i livelli di serotonina nel sistema nervoso.


Considerato che la serotonina stes­sa è il “freno” naturale del riflesso eiaculatorio, appare evidente l’in­granaggio che consente alla Da­poxetina di prolungare i tempi del rapporto sessuale. L’efficacia della compressa grigia è stata conferma­ta da numerosi studi, nel corso dei quali sono stati valutati oltre 6.000 pazienti. L’azione del farmaco si è manifestata soprattutto nel prolun­gare il cosiddetto “tempo di laten­za intravaginale” (in sigla IELT), che misura il tem­po trascorso tra la penetrazione, ossia l’inizio del rapporto sessua­le, e l’eiaculazione, che conclude il rapporto stesso. I pazienti che a­vevano assunto la Dapoxetina riu­scivano, in media, a triplicare tale intervallo di tempo. Ma l’azione te­rapeutica del farmaco si traduce an­che in altri benefici, quali la migliorata capacità di controllo riferita dai pazienti e soprattutto una maggio­re soddisfazione nel rapporto sessua­le, percepita non solo dai soggetti che assumevano il farmaco, ma in ugual misura anche dalle rispetti­ve partner. I possibili effetti collate­rali della Dapoxetina sono poco frequenti e generalmente modesti; quelli più spesso segnalati sono nausea e capogiro. Va tuttavia sot­tolineato che si tratta di un farma­co e come tale può essere ritirato in farmacia solo dietro presentazio­ne di ricetta medica. L’indicazione all’uso della compressa, la sua pre­scrizione e le istruzioni sulle mo­dalità di somministrazione spetta­no esclusivamente al medico, anche perchè oltre il trattamento farmacolo­gico al bisogno, che costituisce la reale innovazione clinica nei distur­bi della eiaculazione precoce, esiste anche la possibilità di trattamenti curativi, nel caso di eiaculazione precoce “secondaria”. Ricordiamo infatti che, a differenza della forma primaria, l’eiaculazione precoce secondaria si può verificare per esempio nel corso della vita a causa di una condizione (infiam­matoria, psicologica, ecc.) in grado di favorire e accelerare il raggiun­gimento dell’orgasmo. In questi ca­si, basterà eliminare la causa per ri­solvere il problema. Curare una prostatite o una infezione del prepu­zio, oppure allungare il frenulo se troppo corto (il frenulo è quel “filo” di pelle che sta nella faccia inferio­re del glande) possono essere ri­medi molto efficaci per un proble­ma di eiaculazione precoce, se l’in­dicazione è corretta. Non va inol­tre trascurato il ruolo di fattori psi­cologici, quali l’ansia da prestazio­ne, che possono rendere molto uti­le, in casi selezionati dal medico, una terapia con lo psicosessuolo­go. Ricordiamo infine che in alcuni casi, specialmente in soggetti ultra­cinquantenni, l’eiaculazione preco­ce può essere in realtà la conse­guenza di una difficoltà a mantene­re l’erezione. In questi casi, ottimi risultati possono essere ottenuti con i farmaci PDE5 inibitori, cioè le compresse comunemente utilizza­te per la cura della disfunzione e­rettile.



COMMENTI
coppia_ep Emerge da quanto detto che la valutazione del paziente con eiaculazione precoce è di pertinenza dello specialista andrologo "a tutto tondo": è evidente che è improponibile la somministrazione solo di un farmaco senza passare da un adeguato "counselling" che abbia inquadrato la problematica (è necessario che sia presente la coppia!) e che si siano valutate tutte le possibilità di cura del disturbo. La precisazione è d'obbligo per non cadere nell'equivoco di non considerare il trattamento della EP alla stessa stregua di quella della disfunzione erettile. Sebbene le campagne di informazione vengano condotte per una informazione del paziente sulle possibilità terapeutiche, queste servono anche e principalmente a far percepire la necessità di parlare delle disfunzioni sessuali in generale col medico specialista così come si parla di un comune problema di altri organi e permettere una informazione/terapia adeguati.

Infine vi sottopongo un importante folder informativo da poco in distribuzione nell'ambito della campagna gratuita per la eiaculazione precoce.
Lo potete leggere da qui

 

 

 

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