I sintomi dell’ipertrofia prostatica

L’aumento di volume della prostata causa alcuni sintomi caratterizzati dalla loro persistenza nel tempo e solitamente accentuati da freddo (è osservazione comune che il “prostatico” urini peggio nelle giornate fredde). I disturbi più frequenti sono:
– riduzione della forza del getto urinario: questo sintomo viene valutato dall’Urologo con un esame molto semplice denominato uroflussometria
– pollachiuria: cioè il bisogno di urinare spesso sia durante il giorno che di notte (nicturia)
– minzione imperiosa: cioè uno stimolo urinario impellente.

Il protrarsi nel tempo dell’ipertrofia prostatica fa si che per svuotarsi la vescica debba contrarsi con una forza sempre maggiore per vincere la resistenza determinata dall’ingrossamento della prostata; ciò può determinare  la formazione di estroflessioni della parete vescicale (dei sacchettini più o meno grandi) denominati diverticoli vescicali. L’ostruzione provocata dall’ingrossamento della prostata provoca spesso un incompleto svuotamento della vescica: il ristagno di urine all’interno della vescica può causare lo sviluppo di infezioni urinarie e la formazione di calcoli all’interno della vescica stessa. Talvolta l’ostacolo allo svuotamento della vescica è tale da impedire completamente la minzione; in questa situazione il paziente non riesce ad urinare (ritenzione urinaria) ed è necessario applicare un catetere per svuotare la vescica.

La notevole frequenza delle malattie della prostata rende consigliabile a tutti i maschi sopra i 50 anni una visita urologica annuale, anche se non sono presenti disturbi. Tale assunto diventa obbligatorio anche per effettuare una diagnosi precoce del tumore prostatico i cui sintomi sono assolutamente identici.