Attività sessuale
Come per le altre attività fisiche anche per la ripresa di una normale attività sessuale dopo l’intervento è consigliabile un periodo di riposo di circa 1 mese.
 

Erezioni: una domanda che viene spesso posta dai pazienti prima dell’intervento è se la terapia chirurgica dell’ipertrofia  prostatica modifichi in qualche modo la propria “virilità”.  L’intervento chirurgico alla prostata, sia esso stato eseguito per via chirurgica tradizionale sia per via endoscopica, non modifica le proprie prestazioni sessuali in quanto la terapia chirurgica non coinvolge le strutture nervose e vascolari deputate all’erezione. Quindi chi ha erezioni valide prima dell’intervento continuerà ad averle anche dopo.
Eiaculazione: l’intervento chirurgico modifica il meccanismo della eiaculazione, determinando la cosiddetta “eiaculazione retrograda”. Lo sperma anzichè essere espulso all’esterno, refluisce in vescica ed in seguito viene eliminato con le urine.  Questa particolare modalità di eiaculazione è conseguenza diretta ed inevitabile dell’asportazione chirurgica (insieme all’adenoma prostatico) delle fibre muscolari che chiudono il collo vescicale. L’eiaculazione retrograda non modifica comunque in nessun caso  il piacere sessuale. D’altronde l’eiaculazione retrograda è un fenomeno talvolta già noto a quei pazienti che prima di sottoporsi all’intervento chirurgico hanno assunto alcuni farmaci per la terapia dell’ipertrofia prostatica: tali farmaci (denominati alfa-litici) per la loro attività sulla muscolatura del collo vescicale possono infatti in alcuni casi provocare l’eiaculazione retrograda.

Fertilità: l’intervento chirurgico alla prostata ha come conseguenza irreversibile l’infertilità. E’ importante esserne pienamente consapevoli e, in caso di dubbi, parlarne con chiarezza all’Urologo.