Alcuni studi sulla storia naturale del tumore alla prostata localizzato, pur con degli errori nella selezione dei pazienti, ci permettono di avere un’idea di quanto potrebbe verificarsi se essi non fossero trattati con intento curativo. Quasi tutti questi studi indicano infatti che gli uomini con malattia metastatica avevano un tumore non diagnosticato (malattia avanzata) almeno dieci anni prima della diagnosi di tumore prostatico. Questo è supportato da studi di Carter et al. (1992).

Pertanto, i pazienti che sono candidati per una terapia curativa per tumore prostatico localizzato dovrebbero avere una durata di aspettativa di vita nuova di almeno dieci anni.

Criochirurgia. Questa è una modalità relativamente nuova per il trattamento del cancro della prostata. Si tratta di immissione di diverse sonde per via nella prostata che viene congelata, scongelata e poi nuovamente congelata. Questa tecnica di congelamento provoca la morte delle cellule tumorali. Poiché è una tecnica relativamente nuova, non esistono dati a lungo termine relativa all’efficacia.

HI-FU. Anche per questa tecnica, ultimamente molto pubblicizzata, che utilizza sonde radio ad alta frequenza, non esistono, al momento, studi a lungo termine. Cosa molto importante da valutare è che venga proposta a totale carico economico del paziente tranne che in alcune strutture pubbliche. La validazione di una terapia per tumore non può prescindere da una valutazione eseguita in centri ospedalieri di rilievo e non in strutture che possano trarre benefici da dati che loro stessi senza controllo gestiscono.

TERAPIA ORMONALE.  Il cancro alla prostata cresce in risposta al testosterone. Questo ormone è prodotto dai testicoli e dalla ghiandola surrenalica. La produzione di testosterone può essere interrotta in due modi. Si possono rimuovere i testicoli con una procedura denominata orchiectomia. Analogamente, la produzione di testosterone può essere interrotta con l’uso di farmaci come la leuprorelide, o il goserelin che inibiscono i centri della ghiandola ipofisaria e quindi fanno diminuire la produzione nei testicoli.

Questo è noto come terapia di androgeno-privazione. Questa non è una terapia curativa, ma è riservata per il tumore con malattia metastatica, o per i pazienti non candidabili a terapia chirurgica o a radiazioni per l’età o per scelta. Inoltre può alleviare i sintomi di dolore legati a metastasi ossee e rallentare il tasso di crescita globale di cellule tumorali prostatiche anche in altri distretti.